Streghe da marciapiede al teatro Vittoria di Roma

01.04.2025 14:49 di  Matteo Cupellaro   vedi letture
Fonte: Matteo Cupellaro
Streghe da marciapiede al teatro Vittoria di Roma

Streghe da Marciapiede al teatro Vittoria di Roma

È uno spettacolo fuori dal comune. Uno spettacolo in cui non si parla esclusivamente di buoni o cattivi. È molto di più. È "lo" spettacolo. Dal 15 al 22 Aprile 2025 al teatro Vittoria di Roma. Un'opera costruita con grande intelligenza e precisione nei dettagli, nella quale vengono svelati a poco a poco i tormenti e le perplessità dell'animo umano. In cui i sentimenti entrano spesso in contrapposizione con la corruzione interiore, con la lussuria corporea e allo stesso tempo psicologica.

Lo spettatore non ha solo il privilegio di assistere , ma diventa piuttosto egli stesso partecipe della storia, entrando quasi in connessione emotiva con i protagonisti. Le pure e semplici emozioni vengono esplorate in tutta la loro complessità, ed è proprio questo ingrediente a rendere il testo impeccabile e di grande livello artistico.

Andando nel profondo, "Streghe da Marciapiede", ambientato a Napoli negli anni '20' del secolo scorso, racconta la storia di quattro prostitute divise nella scena tra la loro casa e un'aula di tribunale, nella quale sono chiamate per rendere conto dell'omicidio di cui sono accusate. Ad interrogarle, un ispettore già sicuro dall'inizio del loro animo "oscuro". La vittima, un giovane di bello, bellissimo aspetto, viene accolto in casa da una di loro, diverso, vagamente androgino. La sua agonia si dipana e viene descritta tra tragedie inconfessabili, tentativi di plagio( da parte delle ragazze, le quali sembrano volerselo "togliere" di torno), e la difficoltà nel farsi accettare, che lo conduce ad un tragico finale.

Il testo, di Francesco Silvestri(purtroppo scomparso prematuramente) è portato in scena dai grandi nomi di "Un posto al sole", celebre e storica soap partenopea in onda su Raitre da ormai quasi 30 anni ( festeggiati per l'esattezza nel 2026).

Il regista Stefano Amatucci, grande professionista del campo, gia' conosciuto per i suoi film "Caina" e "Noi ce la siamo cavata", riesce a mettere insieme tutti gli ingredienti di un cast già dall'inizio esemplare, con una maestria ed una sensibilità artistica (ed umana) degne di nota. Riesce a rendere la storia lineare e allo stesso tempo ricca di suspense, consentendo allo spettatore di vivere in prima persona le emozioni e le sofferenze dei protagonisti.

Peppe Romano, "unico" uomo in scena( il "Castrese" di Upas), riesce a rendere veritiera e soprattutto "credibile" la sua interpretazione(ispettore/Munatiello/dirimpettaio), posata e messa alla prova dal fascino femminile delle  protagoniste,portate in scena da 4 meravigliose attrici ( Luisa Amatucci, Miriam Candurro, Antonella Prisco e Gina Amarante) del panorama teatrale e cinematografico italiano( oltre che di Un Posto al Sole).

Gina Amarante(laureata in Letteratura,musica,arte e spettacolo, vista anche in importanti serie Tv come Gomorra, Lolita Lobosco, Non dirlo al mio capo, in cortometraggi quali "La stanza", al fianco di Michele Placido, "Pure Love" di Lorenzo Cammisa e lungometraggi tra cui "Trentatre' ", sempre dello stesso Cammisa, noto regista,attore,drammaturgo e sceneggiatore napoletano)  è Morena, la più esuberante, colei che ricerca un rapporto più semplice, schietto, finendo però con il rivivere un trauma del passato.

Miriam Candurro( la "Serena" di Un posto al sole ma anche interprete di fiction di spessore tra cui Capri,Don Matteo,I Bastardi di Pizzofalcone, Non dirlo al mio capo, La Squadra,  di film come Certi Bambini dei fratelli Frazzi,Veleno, La seconda volta non si scorda mai al fianco di Alessandro Siani, e Cassino in Ischia, di Frank Ciota, promosso a pieni voti anche in America e all'estero) è invece Tuna, che si illude di riscattare con un contatto puramente affettivo la sua natura di lesbica. A dare ancora più forza al personaggio, e alla sua costruzione interiore, il talento indiscusso di scrittrice della Candurro, autrice di due romanzi di grande successo e popolarità( Vorrei che fosse già domani,scritto a quattro mani con Massimo Cacciapuoti e La settima stanza).

Antonella Prisco( laureata in Sociologia e Scienze dei beni culturali, debutta in televisione  con la Fiction Orgoglio, e nella più recente La Sposa, con Serena Rossi, con ascolti record) è Gina, colei che vessa ed umilia il povero giovane a causa della sua aggressività dovuta ad una educazione familiare prevaricatrice e rigida. Molto attiva anche in campo teatrale, con spettacoli di grande prestigio tra cui "Pulcinella vendicato" di Lucio Alocca e "Ti ho sposato per ignoranza" di Gianfranco Gallo, la Prisco porta sul palco tutta la sua esperienza, con dialoghi e "trucchi del mestiere" di alta classe. La sua "Mariella" è a tutti gli effetti uno dei personaggi più amati di Upas, con le sue note comiche e allo stesso tempo eleganti.

Luisa Amatucci( grande e affermata attrice di teatro, lavora con  professionisti d'eccezione,diretta dai giganti Eduardo Scarpetta in Miseria e Nobiltà, Eduardo de Filippo in Bene mio e core mio, e da Lina Wertmuller nel suo esordio cinematografico nel film "Speriamo che me la cavo" del 1992, nipote dell'attrice e omonima Isa Danieli, e personaggio storico della soap partenopea, presente sin dagli albori con la sua Silvia Graziani) è Alba, la più matura, che ritrova nel giovane un sentimento di maternità.

Il tutto condito da ambientazioni che richiamano il noir di Agatha Christie. La ciliegina sulla torta per un dolce già di per sé ottimo. Appuntamento quindi a teatro, e ... lungo il cammino, attenti alle streghe.